FUTURO PROSSIMO VENTURO Artisti nei territori - Il bando di partecipazione

Il Teatro delle Forche, per l'annualità 2023 del progetto FUTURO PROSSIMO VENTURO Residenze per Artisti nei territori - cofinanziato dalla Regione Puglia in attuazione dell’art.43 del D.M. 27 luglio 2017, indice un BANDO DI PARTECIPAZIONE PER RESIDENZE TEATRALI. 

FUTURO PROSSIMO VENTURO è un bando per l’individuazione di tre residenze per l’anno 2023, che vuole promuovere il teatro contemporaneo e la nuova creatività. Si rivolge a compagnie o a singoli artisti che stiano avviando, portando a compimento un nuovo progetto di ricerca artistica finalizzato o meno alla produzione. Alle compagnie o ai singoli artisti presenti sul territorio nazionale si offre una residenza creativa della durata di quindici giorni e un contributo di produzione.

Destinatari

Possono partecipare alla selezione artisti e compagnie teatrali che operino con finalità professionali nelle arti performative contemporanee in particolare del teatro, sul territorio nazionale e internazionale. Sono escluse dalla selezione le compagnie amatoriali. Un’attenzione particolare sarà posta alle realtà artistiche presenti sul territorio della Regione Puglia e ad artisti agli inizi del loro percorso.

Tipologia di progetti ammissibili

Possono partecipare al bando progetti di produzione di spettacoli di teatro contemporaneo, teatro per l’infanzia, teatro danza, teatro musicale.

Materiali per la selezione e scadenze 

Per partecipare al bando FUTURO PROSSIMO VENTURO gli artisti/compagnie dovranno candidarsi inviando entro e non oltre il 3 febbraio 2023 – ore 12.00, una mail con oggetto “CANDIDATURA_RESIDENZA FUTURO PROSSIMO VENTURO” all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. corredata dei seguenti materiali:

  • scheda di partecipazione compilata in tutte le sue parti;
  • allegati (breve biografia dell'artista o compagnia e delle persone coinvolte);
  • materiale foto e video del progetto che si intende candidare, ovvero – se non disponibile – showreel di lavori precedenti.

I risultati della selezione verranno comunicati entro il 10 febbraio 2023 e successivamente pubblicati sul sito www.teatrodelleforche.com.

Tutte le info, il bando e la scheda di partecipazione nella sezione del nostro sito dedicata al progetto: https://www.teatrodelleforche.com/residenza/futuro-prossimo-venturo-artisti-nei-territori.html.

 

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"Morte a Venezia" di Thomas Mann con Paolo Panaro il 18 dicembre

L'antitesi fra il passato e il nuovo, tra vecchiaia e gioventù, tra esperienza e innocenza.

Per la stagione 'Légami', a cura del Teatro delle Forche, domenica 18 dicembre, al Teatro Comunale di Massafra (Piazza Garibaldi), andrà in scena “Morte a Venezia” di Thomas Mann.

Nuova produzione Compagnia Diaghilev. Adattamento, regia e interpretazione Paolo Panaro.

Ingresso ore 19.30. Sipario ore 20. 

Prenotazione obbligatoria al numero 3246103258 (anche WhatsApp). Biglietto intero 10 euro / ridotto 8 euro (under 25, over 65, gruppi di almeno 8 persone).

Scritto da Thomas Mann nel 1912, Morte a Venezia è l’affresco della fine di un mondo, quello dell’Europa alle soglie della Prima Guerra Mondiale.

Le magnificenze architettoniche della città lagunare e l’odore putrido del mare, la vivacità del variopinto popolo veneziano e l’insopportabile afa del mortifero scirocco, fanno da sfondo al più classico dei conflitti: l’antitesi fra il passato e il nuovo, tra vecchiaia e gioventù, tra esperienza e innocenza.

Siamo nel 1911. Lo scrittore tedesco Gustav von Aschenbach, stanco dell’austerità della sua esistenza e del rigore con cui, per anni, ha affrontato il suo impegno artistico, decide di passare qualche settimana al mare. Si trasferisce al Lido di Venezia, nell’elegante Hotel des Bains, frequentato da viaggiatori provenienti da ogni parte d’Europa.

Fra gli ospiti incontra Tadzio, un ragazzo polacco in vacanza con la famiglia. Lo scrittore ne rimane affascinato e cade in preda a una passione che presto si trasforma in ossessione. Si mette a pedinarlo; lo sogna.

Un giorno, per caso, scopre che il colera è arrivato in città e che le autorità lagunari stanno facendo di tutto per tenere nascosta la notizia. Venezia sprofonda nel contagio e nella morte, segnando, al contempo, il tramonto della tradizione culturale del vecchio continente. Aschenbach, affaticato, contempla per l’ultima volta la misteriosa, abbagliante e fatale bellezza di Tadzio che, nella luce del mattino, gli indica un punto lontano all’orizzonte.

 

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