Residenza artisti sui territori 2018

ARTISTI E PROGETTI IN ATTRAVERSAMENTO

1- Giuseppe Ciciriello – Carticù Teatro

Giuseppe Ciciriello, attore e musicista, inizia la sua formazione con Eugenio Barba e gli attori dell’Odin Teatret e quelli della compagnia americana del Living Teatret; in seguito incontra Rita Pelusio e Corrado Nuzzo con i quali approfondisce l’improvvisazione e l’universo del clown teatrale (metodo Jacques Lecoq) e con i quali poi collabora in vari spettacoli di ispirazione circense. Nel 2000 fonda la compagnia itinerante di musici e cantastorie la “Compagnia della Pietra che canta”, che con diverse tournée in tutt’ Italia e all’estero diventa uno dei punti di riferimento per il teatro di strada in Puglia. Nel 2003 comincia la collaborazione con il Maestro Carlo Formigoni, punto di riferimento per il tetro didattico e il teatro brechtiano in Italia e del teatro ragazzi in Europa. Approfondisce le tecniche del teatro brechtiano, del teatro didattico, l’uso e la tecnica della maschera, partecipando a numerose produzioni in qualità di attore e musicista per le regia di Carlo Formigoni. Nel 2007 fonda la compagna teatrale Archelia e nel 2008 comincia l’intensa collaborazione con la compagnia Armamaxa Teatro, con le quali produce: “ORECCHIETTE” (di Ciciriello, Messina e Sapienza); “Robin Hood ”(di Ciciriello e Messina) ; “Racconto d’oltre Mare” (di Sapienza e Messina) “La regina delle Nevi” (di Ciciriello e Messina).

Nel cinema ha lavorato come attore con i registi Davide Barletti, Pippo Mezzapesa e Andrea Zaccariello.

Il progetto di ricerca: "Canto per Ilio – cosa si perde in amore, cosa si perde in guerra"

I fase della ricerca: l’Impianto drammaturgico, la scrittura del testo e delle musiche

“Cantami o diva del Pelide Achille”: Ispirandoci alla tradizione del racconto orale, dagli Aedo, ai Cuntisti abbiamo scelto di narrare la storia così come la natura del testo omerico suggerisce. Un narratore e un musicista raccontano le vicende di eroi, dei e semplici uomini che si intrecciano nello svolgersi di una guerra cruenta e crudele, combattuta più di tremila anni fa, fra Elleni e Troiani, in Tracia, nella Troade a nord ovest della nuova Turchia, fra lo stretto dei Dardanelli e il Monte Ida, vicino le foci del fiume Xantio; qui due culture si scontrarono in un vero e proprio conflitto di civiltà, alle porte dell’Oriente.

“Che le guerre si combattono per amore non per odio”. Da questo incipit vogliamo partire per sviluppare poi tutta la parabola narrativa; il tentativo è quello di raccontare la storia di tutte le guerre, per giungere al sunto che se le guerre si combattono per amore, non serve una guerra per amare. Nella nostra storia tutti cadono nella trappola della guerra perché spinti da una necessità superiore a se stessi, trascinati dal destino in un dramma da cui non riusciranno a liberarsi, se non perdendo tutti qualcosa di caro.

Il nostro punto di partenza sarà il testo omerico nelle traduzioni in versi di Monti e in quella più prosaica di Rosa Calzecchi Onesti, e dalle parafrasi di Guido Pasquetti; da qui la nostra ricerca mirerà ad indagare l’efficacia della metrica omerica e a cercare di restituirla in una composizione in prosa, che scostandosi dalla rima e lasciando alla musica la ritmica antica originale, cerchi di restituire al pubblico la dinamica essenziale della storia. Cercheremo di conservare la cifra iterativa tipica del testo omerico, la potenza di alcuni immagini del testo originale, per mettere a fuoco le vicende e il filo narrativo. Riscriveremo il testo, quindi la narrazione della storia, partendo dall’utilizzo, da un lato delle tecniche della tradizione di Narrazione come quella del cunto (racconto dei fatti, dialogo e cambio del ritmo); dall’altro lato delle tecniche di narrazione brechtiana (analisi dei personaggi).

II fase della ricerca: lo sviluppo dei personaggi

In questa fase, sulla traccia di testo elaborata, il lavoro dell’attore e della regia sarà quello di indagare le intenzioni e le motivazioni dei personaggi all’interno della storia, utilizzando la tecnica brechtiana di analisi e sviluppo dei personaggi, dando corpo e voce ad ognuno di loro e alle relazioni che sviluppano con gli altri e la storia. Zeus, Era, Achille Ettore, Paride, Agamennone, Menelao, Elena, tutti i personaggi, attraverso il racconto in terza persona, cercano spazio nella trama per vivere e raccontarsi nella loro umanità, nel loro processo di cambiamento, mentre il narratore cerca di svelare il suo punto di vista sulla vicenda, accompagnando il pubblico attraverso lo svolgersi degli accadimenti, cercando di stimolare ed evocare le immagini del racconto.

III fase: l’allestimento scenico

Nell’ultima fase del lavoro, compito della regia sarà quello di cercare il linguaggio estetico appropriato per l’allestimento della scena; si cercheranno elementi semplici ed indicativi, per agevolare la fruizione da parte del pubblico dell’opera, senza privare le parole della loro potenza evocatrice e creatrice di immaginari altri.

Video: https://www.facebook.com/teatrodelleforche/videos/881199935408202/.

2 - Sotterraneo Teatro

Sotterraneo è un collettivo di ricerca teatrale fondato a Firenze nel 2005 attorno al progetto 11/10 in apnea, che risulta tra i quattro vincitori del Premio Scenario 2005. Negli anni successivi produce spettacoli che circuitano nelle più importanti piazze italiane e internazionali: Post-it (2007), La Cosa 1(2008), il Dittico sulla specie composto da Dies irae _ 5 episodi intorno alla fine della specie (2009) e L’origine delle specie _ da Charles Darwin (2010), Homo ridens (2011), lo spettacolo di teatro infanzia La Repubblica dei bambini (2011), il Daimon Project composto da BE LEGEND! (2013) e BE NORMAL! (2013), lo spettacolo WAR NOW! (2014, in coregia col regista lettone Valters Sīlis nell’ambito del progetto europeo Shared Space), Il giro del mondo in 80 giorni (2015) e infine Overload (2017) toccano le principali città della penisola e approdano in Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, Portogallo, Olanda, Svizzera, Russia, Bosnia Erzegovina, Cile. Negli stessi anni Sotterraneo cura anche progetti di altro formato: corti teatrali, performance in site-specific, mise-en-espace per i festival Trend e Intercity, progetti su commissione. Nel 2012 il collettivo viene scelto dal prestigioso Rossini Opera Festival di Pesaro per dirigere Il signor Bruschino di Gioachino Rossini. Sotterraneo si occupa anche di formazione teatrale, curando progetti laboratoriali per Comune di Firenze, Fondazione Toscana Spettacolo, Centrale Fies, Amat, Irigem, Fanny & Alexander, Laboratorio Nove, Università degli Studi di Firenze, Associazione Teatrale Pistoiese, Theatre of Europe. Nel biennio 2008-2009 la compagnia è sostenuta dal progetto ETI “Nuove Creatività” ed è vincitrice del bando ‘Emergenze creative’ promosso dal Comune di Firenze. Dal 2008 a oggi riceve un contributo annuale dalla Regione Toscana, mentre dal 2015 viene riconosciuto e finanziato dal Comune di Firenze e dal Ministero dei Beni Culturali. Sempre nel 2015, vince il bando Funder 35 dedicato alle giovani imprese di produzione che lavorano nell’ambito della cultura. Dal 2007 entra a far parte del progetto Fies Factory promosso da Centrale Fies, e dal 2013 è compagnia residente presso l’Associazione Teatrale Pistoiese. Tra il 2009 e 2016, Sotterraneo riceve alcuni tra i più importanti riconoscimenti teatrali a livello nazionale e internazionale: nel 2009 il Premio Lo Straniero e il Premio Ubu Speciale, nel 2010 il Premio Hystrio Castel dei Mondi, nel 2011 il Silver Laurel Wreath Award al MESS Festival di Sarajevo per Dies irae, nel 2012 l’Eolo Award come miglior novità per La Repubblica dei Bambini e l’ACT Festival Prize e il BE FESTIVAL 1st Prize per Homo ridens al BE festival di Birmingham, mentre nel 2016 vince il Best of Be Tour sempre al Be Festival di Birmingham.

Il progetto: "Alive"
Sin dall’inizio della propria attività Sotterraneo accompagna i percorsi produttivi con workshop e progetti di formazione articolati su più formati, con l’obiettivo di restituire la ricerca teorica e scenica in forma laboratoriale, costruendo percorsi pratici paralleli alle produzioni in cui i partecipanti siano chiamati a confrontarsi coi temi e le dinamiche creative su cui la compagnia ha portato avanti i propri progetti di spettacolo.

 3 - ExvUoto teatro

Il gruppo exvUoto teatro si costituisce attorno al progetto Funi E Desideri Rapidamente Ammazzano, rilettura del mito di Fedra e Ippolito. Dopo numerose esperienze teatrali in territori performativi tra loro molto diversi. Antonia Bertagnon, Andrea Dellai e Tommaso Franchin decidono di sviluppare insieme un linguaggio comune. Nel 2012 exvUoto teatro partecipa a BeAware, festival di performing arts a Vicenza durante il quale il gruppo comincia la sua sperimentazione in luoghi alternativi e non teatrali: le vetrine dei negozi e gli spazi sfitti. Crea così le performances Storie in Affitto, azione teatrale in un negozio sfitto e Postkarten incursioni teatrali nelle vetrine dei negozi. In seno a questo percorso matura anche WC (White Christmas), performance teatrale per due attori in un bagno pubblico. Questa ricerca sul luogo e sullo sguardo dello spettatore ha portato a definire la poetica di The Love Box.
Con il progetto The Love Box exvUoto teatro è la compagnia vincitrice del bando di residenza teatrale IDRA 2012. Italia. Nel 2017, in residenza a Verdecoprente, debutta il progetto Mappature Emotive, ad Alviano.

Il progetto: "Un coniglio solo"
"Il mar dei sargassi è un mare all’interno dell’oceano atlantico. Immobile, ma non stagnante. Le anguille e le tartarughe ne hanno fatto il luogo della loro riproduzione. Arenati in questo mare senza correnti e senza venti anche i marinai più esperti erano condannati a rimanerne prigionieri, senza possibilità di uscita. In queste acque immote però si accumulano, per un crudele gioco di correnti, tutti i residui della vita che l’uomo abbandona. Nel mar dei sargassi ci sono enormi isole di plastica. Indistruttibili. Eterne.
Come facciamo a raccontare l’inquieta fissità?
Vogliamo raccontare il tempo che passa.
Vogliamo raccontare chi aspetta, chi rimanda, chi non sa scegliere.
Vogliamo parlare di quelli che vogliono fare tutto. Perché non vogliono precludersi, con la scelta, alcuna possibilità.
Vogliamo parlare di chi è fermo e si guarda attorno, cercando di sottrarsi, sì, di andare sempre più in sottrazione.
La perenne esitazione del primo passo. La paura di crescere.
Una fuga. Un perpetuo inseguirsi senza mai raggiungersi, proprio come nelle fughe musicali.
Non c’è rimpianto. C’è accettazione della realtà. Da qui si può cominciare.
Queste sono le linee guida di questa prima tappa di lavoro per "Un coniglio solo".
Attingendo all’immaginario buonista e naif dei personaggi Disney e all’iperbolico chiasso dei cartoni della Warner, abbiamo in mente tre personaggi: il ragazzo, un pinocchio al contrario che vuole diventare pupazzo, l’immancabile Fata Madrina coi capelli turchini e la vestaglia di pizzo e l’inesorabile Fata Matrona, personificazione dell’inevitabile.
Prendete un ragazzo e una donna dai capelli turchini.
Lei è la sua educatrice e lui il suo ennesimo esperimento.
Tutto dovrebbe essere prestabilito, tutto già concordato. L’iter formativo è, d’altronde, sempre il medesimo: un bambino cresce, diventa adolescente, poi ragazzo e infine adulto. In questo modo trova la sua giusta collocazione nel mondo. Impara a dire di no, a dire di sì, capisce il valore delle rinunce, della fiducia e della fedeltà, accetta il rispetto e l’amore dei più grandi. Quando il percorso è inesorabilmente attivato, quando sopraggiunge la maggiore età, quando non si può più tornare indietro, la Fata Madrina può dirsi soddisfatta, salutare i presenti e volare verso altri piccoli microcosmi che aspettano solo lei.
Ma cosa succede se qualcosa va storto, se il meccanismo s’inceppa, se il contratto formativo viene stracciato?
In che sanzione incorrono discepolo e maestro?
Sopra un pavimento di piastrelle bianche il nostro eroe rimane incatenato alla sua ferrea decisione, al suo proponimento titanico, mentre attorno a lui la sua tana di plastica lentamente si sgretola.
La crescita del suo sorriso è inversamente proporzionale all’imbarbarimento del quadretto familiare circostante.
Un nuovo sole sta crescendo sopra quel pavimento, un sole nero, un grande buco, pronto a ingollare i sistemi galattici preesistenti. Rotazioni e rivoluzioni sono solo alcuni dei possibili movimenti della Storia.
Toccata e Fuga per Coniglio Solo sia un grottesco e irriverente tentativo di scardinare i concetti di giusto e buono, un’allegoria da cartone animato" (ExvUoto teatro). 

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