Stagione teatrale "Légami" 2019/20 - Primo Movimento

Sabato 12 Ottobre – ore 21.00
TEATRO DELLE FORCHE E COMPAGNIE NOSTOS
I RESTATI
Debutto

Tratto dal testo "Nous sommes Restés" di Paolo Bellomo
Regia Paolo Taccardo
Con Laure Aubert, Clément Marchand, Ermelinda Nasuto, Chiara Zerlini
Drammaturgia collettiva Laure Aubert, Clément Marchand, Ermelinda Nasuto, Paolo Taccardo & Chiara Zerlini
Collaborazione artistica Luca Bondioli, Yoann Hourcade & Louis Sé
Costumi e scena Patrick Clark
Video e foto Théo Clark
Musica e creazione luci Paolo Taccardo

L’impero persiano è in guerra contro Atene. Il suo esercito è partito, lasciando la regina Atossa sola con la sua consigliera. Su di loro, la minaccia imminente di una guerra, che si svolge lontano ma che potrebbe penetrare fino al palazzo imperiale, approfittando della breccia aperta da coloro che sognano una Persia democratica.
Così, quando un messaggero persiano fa ritorno per annunciare la disfatta, il sistema imperiale e quello democratico si affronteranno prima di tutto nell’arte della narrazione della guerra.
I Restati / Nous sommes restés, riscrittura dell’opera di Eschilo, mette in scena il contagio del discorso “bellico” legato al potere, di cui nuovi fantasmi modellano il mondo globale contemporaneo. Due narrazioni del mondo e della democrazia si incontrano, si mescolano, si guardano l’un l’altra come i due lati di uno specchio.
Sulla scena ritroviamo il sincretismo della tragedia greca, dove la violenza ritualizzata nella circolazione del potere si ferma soltanto quando si scarica su un capro espiatorio, uccidendolo e rendendo la sua morte spettacolare.
Le dominazioni di genere, di razza e di classe offrono nuove voci e nuovi corpi da sacrificare. E’ possibile organizzare la società e la politica in modo diverso di fronte al dispotismo multiforme?
I Restati / Nous sommes restés esplora questa domanda.

Domenica 20 ottobre 
PREMIO TEATRO SCUOLA CULTURA PALMA CITO – XI EDIZIONE
FANNY&ALEXANDER
SE QUESTO È LEVI
Prima regionale

Maratona teatrale sull’opera di Primo Levi
I. Se questo è un uomo - ore 16.30 e in replica alle ore 17.30 - Palazzo De Notaristefani (Via Vittorio Veneto)
II. Il sistema periodico ore 19.00 - Teatro Comunale (Piazza Garibaldi)
III. I sommersi e i salvati ore 20.30 - Sala Consiliare (Piazza Garibaldi)

Regia Luigi De Angelis
Con Andrea Argentieri
Drammaturgia Chiara Lagani

A partire dai documenti audio e video delle teche Rai e di youtube, Andrea Argentieri veste i panni dello scrittore Primo Levi, assumendone la voce, le gestualità, le posture, i discorsi in prima persona. È un incontro a tu per tu, in cui lo scrittore, a partire dal vincolo di verità che lo ha ispirato nelle sue opere, testimonia la sua esperienza nei lager con una tecnica di testimonianza lucidissima, di scrematura della memoria, con la trasparenza di uno sguardo capace di esprimere l’indicibile a partire dal perimetro apparentemente sereno della ragione.
Grazie alla tecnica del remote acting, dell’eterodirezione, sperimentata da Fanny & Alexander negli ultimi dieci anni, si cerca di comporre un ritratto dello scrittore che si basa sulla vertigine di una domanda: quanto questa testimonianza è ancora urticante e capace di parlarci tramite la sensibilità di un attore che si lascia attraversare dai materiali originali a noi rimasti di quello scrittore? Può l’epifania di una voce, di un corpo-anima, imprimendosi nel corpo di un attore molto più giovane del modello-impronta che persegue, far sgorgare in maniera ancora più cogente la potenza e la necessità della sua testimonianza?
SE QUESTO È LEVI è un ritratto d’attore. È il tentativo di concretizzare l’esperienza del resoconto, a tu per tu con lo scrittore.

Domenica 24 novembre – ore 21.00
UNTERWASSER
MAZE
Performance / Teatro visuale
Spettacolo finalista al Premio In-Box 2019
Prima regionale

Concept, creazione, performers Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio
Musiche originali Posho
Consulenza tecnica Matteo Rubagotti

Maze è una live performance di ombre nella quale sculture e corpi tridimensionali sono proiettati dal vivo
su un grande schermo.
Le tre performers sul palco animano a vista gli oggetti e utilizzano le fonti luminose come telecamere, creando attraverso materie effimere l'illusione di assistere a una pellicola cinematografica. Campi lunghi, dettagli, carrellate, soggettive sono resi grazie al movimento di luci e oggetti.
La narrazione è frammentata e gli occhi che guardano il mondo sono quelli di una donna. Le scene della sua vita si susseguono come frammenti lirici che racchiudono istanti salienti. Poesie visuali che svelano e illuminano emozioni, pensieri, ricordi e intuizioni.
Una riflessione sull'esistenza: l'arrivo al mondo, la ricerca di senso, la partenza dal mondo. Galleggiare, immergersi, abbandonare. L'universo lirico è nutrito dai versi e dalle immagini di poetesse come Mariangela Gualtieri, Emily Dickinson, Etty Hillesum, Wislawa Szymborska, Laurie Anderson.
Non ci sono parole ad accompagnare le immagini ma una colonna sonora originale, che si intreccia con esse divenendo parte integrante della drammaturgia. Le ispirazioni estetiche sono tratte dal disegno a linea continua di Steinberg, dalla permeabilità e leggerezza delle architetture in rete metallica di Tresoldi, dalla morbidezza del tratto di Modigliani, dalla delicatezza dei disegni cuciti di Maria Lai. Le sculture che raffigurano i volti sono state realizzate con riferimento esplicito all'opera di Calder, in particolare alla sua produzione di ritratti in fil di ferro. Il fil di ferro, infatti, crea in ombra particolari effetti grafici che richiamano disegni animati, schizzi, tratteggi dinamici.
Il linguaggio universale del teatro visuale senza parole diviene lo strumento per indagare l'umano e le sue sfaccettature.

Domenica 29 dicembre – ore 20.00
TEATRO DELLE FORCHE E GROTTA DEL MAGO
NELLE STANZE DELLA SONNAMBULA
Debutto

Testo di Rocco D’Onghia
Scene e regia Annalisa Santambrogio
Con Francesca Argentiero, Francesco Orlando, Barbara Gabotto, Renata Morizio, Giancarlo Luce, Sofia Orlando, Tullia Ruggeri, Patrick Francipane, Lorenzo Lamanna
Assistente scenografa Martina Mirante
Assistente alla regia e musica di scena Costantino Orlando

Le scoperte nelle varie discipline scientifiche, all'inizio dell'800, vedono una accelerazione crescente, la medicina ne viene coinvolta.
I corpi tendono, attraverso gli abiti, a modelli di mascolinità e femminilità perfetti: nero sobrio per lui, che deve lavorare fuori; vitino di vespa e gonna meravigliosamente ampia per lei, che deve rifulgere dentro, dentro la casa.
Fra le fanciulle e le donne della media e alta borghesia, si diffonde il fenomeno del sonnambulismo.
Elettricità, campi magnetici, forze non visibili che la scienza inizia a indicare e indagare come realtà.
Questi elementi si incrociano nella vita, nel corpo e nella mente di una ragazza di buona famiglia, che si ammala e rischia di morire. Diventa sonnambula.
Dopo sanguisughe e purganti, la famiglia tenta una cura estrema, nuova, all'avanguardia: la magnetizzazione.
Viene chiamato un giovane medico e inizia la terapia.
Lo spettacolo, il testo di Rocco D'Onghia, si riallaccia a un “caso di magnetizzazione” verbalizzato da due medici dell'epoca. Una sorta di 'proto-psicoterapia”.
La cura è anche ripercorrere le stanze della propria dimora, dando parole all'indicibile e affrontando i propri fantasmi.

INFO E BIGLIETTERIA

Costi biglietti spettacoli “I Restati”, “Maze” e “Nelle stanze della sonnambula”: intero 10 euro / ridotto 8 euro (under 25, over 65, gruppi di almeno 8 persone, iscritti ai laboratori di teatro)
Si consiglia di prenotare dato il numero limitato di posti.

Costo biglietto spettacolo “Se questo è Levi” (nell’ambito dell’XI edizione del Premio Teatro Scuola Cultura “Palma Cito”): 15 euro. Prenotazione obbligatoria.

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