Antigone

ispirato al testo di Bertolt Brecht

con Ermelinda Nasuto, Giancarlo Luce, Cilla Palazzo, Carlo Formigoni, Silvio Gioia, Espedito Chionna, Giuseppe Ciciriello, Filippo Carrozzo

regia di Giancarlo Luce

Il testo di cui Brecht si servì per questo adattamento di “Antigone” è quello sofocleo, nella traduzione ottocentesca di Holderin. Brecht aderisce al testo originario per lunghi tratti, introducendo delle alterazioni o spostando l’attenzione su alcuni aspetti del dramma sofocleo, che vengono dilatati.

La morte di Polinice, fratello di Antigone, da cui il dramma scaturisce, non avviene per la contesa del trono di Tebe, ma per un atto d’insubordinazione verso il tiranno Creonte: la diserzione. Entrambi i fratelli, Eteocle e Polinice, muoiono in guerra: il primo a causa del nemico e il secondo per mano di Creonte che punisce esemplarmente il suo atto di viltà; stessa sorte toccherà ai figli di Creonte, Megareo ed Emone.

La nostra messa in scena si apre con una breve presentazione dei personaggi, proprio secondo il metodo brechtiano della terza persona e con una sintesi del dramma.

 In uno spazio neutro, in cui sole campeggiano distorte immagini di guerra e di morte, si avvicendano i personaggi, prima tra tutti Antigone, che informa sua sorella Ismene della decisione di violare l’editto emanato da Creonte e quindi di seppellire il fratello Polinice. Successivamente si assiste al suo arresto e allo scontro dialettico tra lei - che difende il diritto di scelta, di libertà e di opposizione al regime -  e Creonte, che difende l’idea di uno Stato forte e autoritario, in cui le leggi vanno fatte rispettare anche con la violenza.

Il dramma si conclude con la distruzione della città di Tebe e con la morte di Antigone. Sulla scena rimangono i relitti della guerra mossa da Tebe contro Argo, un atto di conquista per appropriarsi delle immense risorse disponibili in Argo.

In questo adattamento abbiamo voluto evidenziare la funzione della violenza al momento del crollo dell’autorità dello Stato.

Che ruolo assumerà lo scontro dialettico tra il diritto di Antigone e quello di Creonte, tra l’etica dell’usanza e la legge della città, in uno scenario dominato dal nuovo diritto creato e imposto dalla guerra?

durata 95 minuti

genere Tragedia

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