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Louis & Gerome: una storia d’amore e libertà nella nuova residenza artistica

Una collaborazione artistica lunga dieci anni torna al centro di una nuova fase di ricerca. È quella tra Raffaele Braia e Valerio Tambone, protagonisti di un percorso iniziato con Sacco & Vanzetti e proseguito nel tempo attraverso diversi progetti teatrali con Skèné Produzioni Teatrali. La loro nuova creazione, Louis & Gerome – appartamento a Montmartre, scritto e diretto da Valerio Tambone, è stata al centro del nuovo percorso di ricerca ospitato dal Teatro delle Forche nell’ambito di Geografie in Risonanza, progetto di residenza artistica sostenuto dalla Regione Puglia e dal Ministero della Cultura attraverso l’Accordo di Programma Interregionale Triennale 2025/2027 – Artisti nei Territori.

La residenza ha rappresentato un importante momento di approfondimento e consolidamento di una collaborazione artistica che vede Braia e Tambone portare avanti una ricerca che si interroga sulla libertà: la libertà di scegliere, di amare, di essere felici, ma anche la difficoltà di esercitarla quando entra in conflitto con le aspettative sociali, familiari e personali.

Al centro della storia ci sono Louis e Gerome, due uomini di quarantotto anni, entrambi sposati e con figli, appartenenti all’alta borghesia parigina. Manager e professionisti affermati, abituati a vivere vite frenetiche e apparentemente impeccabili, hanno costruito nel tempo un’immagine di sé solida e riconoscibile: completi eleganti, cravatte, valigette, responsabilità professionali e una vita familiare apparentemente perfetta. In apparenza.

Perché dietro quella sicurezza si nasconde qualcosa che entrambi faticano ad affrontare e, soprattutto, a nominare. Un elemento inatteso irrompe nelle loro vite e mette in discussione l’equilibrio che hanno costruito, costringendoli a confrontarsi con la propria identità, con il giudizio degli altri e con una società nella quale la possibilità di essere pienamente sé stessi non è sempre priva di conseguenze.

Il lavoro sceglie di non fornire risposte semplici. Piuttosto, apre delle domande sulla libertà individuale, sul peso delle aspettative e sulla possibilità di scegliere la propria strada anche quando questa entra in conflitto con l’immagine che si è costruita nel tempo. Quanto può resistere una maschera prima di sgretolarsi?

Sono proprio le maschere uno degli elementi centrali della ricerca. La maschera sociale, quella professionale, quella familiare e quella personale si sovrappongono fino a diventare difficili da distinguere. I due protagonisti appartengono a un mondo in cui tutto sembra essere sotto controllo, ma qualcosa interviene a incrinare questa apparente perfezione e a portare alla luce una fragilità che non può più essere ignorata.

Louis & Gerome sceglie di raccontare questa crisi attraverso i toni della commedia, l’ironia e uno scontro dialettico che alterna momenti crudi e passaggi più filosofici. La drammaturgia guarda volutamente agli stereotipi della media-alta borghesia parigina contemporanea, portandoli in scena e rendendoli visibili.

La residenza artistica diventa quindi uno spazio fondamentale per sviluppare questa ricerca, mettendo al centro il rapporto tra i due interpreti e il lavoro sulla drammaturgia, sulla relazione scenica e sulla costruzione di un linguaggio capace di tenere insieme commedia e dramma, ironia e fragilità, parola e musica.

Dopo dieci anni di lavoro condiviso, Braia e Tambone affrontano dunque una nuova sfida.

Il percorso, che si è tenuto dal 7 al 21 settembre al Teatro N. Resta di Massafra e nella Residenza Artistica Carlo Formigoni di Ostuni, si è concluso con una restituzione pubblica al Teatro di Massafra che ha coinvolto attivamente il pubblico presente. L’incontro finale si è trasformato in un momento di dialogo autentico tra artisti e spettatori, offrendo l’occasione per condividere il lavoro svolto durante la residenza e raccogliere riflessioni, suggestioni e nuovi stimoli per il proseguimento della ricerca.

Attraverso esperienze come questa, Geografie in Risonanza conferma la propria vocazione a sostenere processi creativi che trovano nel tempo della residenza uno spazio privilegiato di sperimentazione, approfondimento e confronto. Un percorso che riconosce nella relazione tra artisti, comunità e territorio una risorsa fondamentale per la crescita della ricerca contemporanea e per la costruzione di nuove forme di partecipazione culturale.

GUARDA QUI L'ESITO DELLA RESIDENZA

scritto da
Valentina Palumbo