"Le stagioni in città" domenica 12 dicembre

“Aveva un occhio poco adatto alla vita di città”.
Per la stagione domenicale per famiglie 'L'albero delle storie', a cura del Teatro delle Forche, domenica 12 dicembre, la compagnia Astragali Teatro porta in scena 'LE STAGIONI IN CITTA'.
Spettacolo liberamente ispirato al romanzo 'Marcovaldo – Le stagioni in città' di Italo Calvino. Di Fabio Tolledi. Con Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Matteo Mele e Samuele Zecca. Luci Sandrone Tondo.
Massafra (TA) - Teatro Comunale 'Nicola Resta' (Piazza Garibaldi). Ingresso ore 17.00. Inizio ore 17.30. Prenotazione obbligatoria al numero 3246103258. Ticket 5 euro. Nel rispetto della normativa vigente, accesso con Super Green Pass, non richiesto ai minori di 12 anni.
 
“Aveva un occhio poco adatto alla vita di città”.
Così Italo Calvino descrive il protagonista, stralunato e malinconico, del suo romanzo Marcovaldo, pubblicato da Einaudi nel 1963 e ormai divenuto un classico nella letteratura per ragazzi.
E intorno alla vita di Marcovaldo e della sua famiglia ruota lo spettacolo di Astragali.
Con quattro figli pestiferi e un lavoro in fabbrica, Marcovaldo è un bambino cresciuto che mal si adatta all'immediato orizzonte di una città fatta di “cemento e asfalto”. Sulla sua bicicletta a motore e “il naso per aria” cerca disperatamente di recuperare un rapporto con la natura, mettendo in atto maldestre strategie per trovare angoli di paradiso naturale tra le strade della metropoli.
Marcovaldo, per Calvino, nasce dalla sfida di utilizzare la forma del racconto breve per affrontare temi importanti, come il delicato passaggio dalla società contadina a quella industriale e il nostro rapporto, spesso difficile, con la natura.
Allo stesso modo la messa in scena di Astràgali Teatro, attraverso episodi che si rincorrono uno dopo l’altro, come una striscia a fumetti o un esilarante slapstick, restituisce tutta la limpidezza di questo romanzo straordinario, non rinunciando, al contempo, ad una riflessione critica sulla società dei consumi.
Insieme ad Astràgali il viaggio in città di Marcovaldo si trasforma in un percorso singolare dove anche le cose più banali e normali assumono una piega bizzarra e inaspettata. Ecco allora che uno sbuffo di vento o la luce al neon di un’insegna pubblicitaria divengono espedienti di un modo non scontato e forse più profondo di guardare al mondo.
L’ingenuità di Marcovaldo, bambino cresciuto e perennemente fuori luogo, è la sua capacità di resistere nonostante tutto, nel disperato tentativo di recuperare un rapporto con una natura meravigliosa e forse irrimediabilmente perduta.
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